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Comune di Orsenigo

Comune di OrsenigoPer quanto riguarda l'origine del nome del paese, detto che -igo è un suffisso di origine celtica, l'attuale denominazione deriva dai medievali Ursiniculum, Orsanigo, Ursanigo, Ursinigo, Urzinigo, in dialetto Urzinich. Per alcuni questa origine va rintracciata nel gentilizio latino Ursenus, mentre altri giocano sulle etimologie "Ursus niger" o "Ursus iniquus", orso nero o comunque feroce o pericoloso; o ancora Ursi vicus, il paese dell'orso a cui aggiungere nich o nigh per la tana o il covo del plantigrado. Il riferimento all'orso non è casuale visto che la zona nell'antichità era completamente ricoperta da una foresta che raggiungeva il vicino Buco del Piombo (Comune di Erba), dove sono stati ritrovati vari reperti di questo possente mammifero.
L'origine celtica è stata inoltre confermata da sepolcro rinvenuto nell'Ottocento in località Soldo. Ritrovati sempre nella stessa zona anche utensili e monete dell'epoca romana.
Al tempo del Barbarossa Orsenigo fu castello munitissimo ed ebbe parte determinante nelle contese fra Como e Milano. Nella vicina Alserio fu infatti combattuta nel 1160 la celebre battaglia di Tassera. E il campo di Federico Barbarossa era stato organizzato proprio fra Orsenigo e Tassera.
Per l'aiuto prestato e il valore dimostrato nella contesa, gli abitanti di Orsenigo furono compensati con il privilegio della cittadinanza milanese, ascrivendone i nomi fra gli abitanti di Porta Orientale, l'attuale Porta Venezia, parrocchia di San Babila.
Orsenigo, al termine del conflitto, con i paesi della zona e la Martesana, furono annessi alla Repubblica Milanese.
Presto, tuttavia, scoppiarono atre liti tra Guelfi e Ghibellini anche a Milano e il castello di Orsenigo ritornò così alla ribalta. Ottone Visconti, eletto vescovo di Milano da papa urbano IV nel 1262, si vide contrastare il possesso dei beni della Mensa Arcivescovile da Martino della Torre che, essendo capitano del popolo in Milano, vi deteneva la suprema autorità di Governo.
Sconfitto nel 1276 a Castelseprio da uno dei successori di Martino, Napo della Torre, Ottone trovò rifugio proprio nel castello di Orsenigo. Poi si trasferì a Cannobbio dove, con l'aiuto di Simone da Locarno, riorganizzò le sue fila e iniziò la riscossa che lo porterà a ritornare a Milano da vincitore. Per l'aiuto ricevuto rinnovò le concessioni date a Orsenigo e ai suoi abitanti, dopo la vittoriosa battaglia di Tassera.

 

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